Le piccole e medie imprese hanno bisogno di manager capaci

Più del 90% del tessuto industriale italiano è costituito da piccole e medie imprese che secondo una recente ricerca di Confindustria – “Capitale Manageriale e Strumenti per lo Sviluppo” sono alla ricerca di manager competenti e fanno faticano a trovarli.
 

Quali sono le competenze che mancano ai manager italiani?

 
Non è possibile generalizzare però vi sono alcune competenze che stanno diventando indispensabili, tra cui le competenze finanziarie che vanno sicuramente potenziate.
 

Vi sono ancora troppe aziende che non hanno impostato una pianificazione finanziaria, né a breve né a medio/lungo termine.

 
L’attenzione è ancora troppo spesso focalizzata al passato e ai risultati economici dell’anno precedente, mentre la velocità del cambiamento in atto ci impone di spostare l’attenzione dai dati del passato ai dati del futuro, non solo economici ma soprattutto finanziari.
 
Anche la recente riforma della crisi di impresa ha spostato l’attenzione sul tema della liquidità futura, chiedendo la verifica della copertura finanziaria per pagare i debiti in scadenza nei sei mesi successivi.
 
Sulle competenze digitali c’è veramente poco da dire, perché è ormai chiaro a tutti che diventa indispensabile sapersi muovere nel mondo digitale ed essere pronti a modificare il proprio modo di lavorare utilizzando tutto quello che le nuove tecnologie ci stanno proponendo.
 

Altre competenze che servono e serviranno sempre di più sono le competenze ambientali, quelle abilità che consentono ai manager di impostare processi produttivi che siano ambientalmente sostenibili, orientati a processi di economia circolare di rispetto dell’ambiente.


clienti, soprattutto i più giovani, stanno orientando le loro scelte di acquisto verso aziende virtuose e anche il sistema finanziario (banche, fondi di investimento ecc.) stanno indirizzando gli investimenti in questa direzione.
 
Vi sono poi le competenze nella gestione delle risorse umane, che entrano in gioco nel rapporto con i dipendenti e con i collaboratori e sono indispensabili per avere un’azienda organizzata, efficiente e produttiva.
 
Saper comunicare con il personale e soprattutto saper delegare, lasciando al delegato quell’autonomia che gli consenta di sentirsi parte attiva del processo produttivo e non un automa che esegue ordini o applica procedure.
 

E qual è il ruolo del consulente in relazione a queste esigenze?

 
Sicuramente il ruolo di noi consulenti è quello di aiutare le aziende nell’individuare le persone giuste e nel far comprendere che il tempo dedicato alla formazione è fondamentale per avere risorse efficientiperché la persona giusta può essere trovata all’esterno oppure possono essere potenziate risorse interne.
 
Sarà comunque nostro compito continuare il lavoro di sensibilizzazione sulle nuove competenze necessarie, perché se è vero che molte aziende l’hanno capito è altrettanto vero che molte altre non ne sono ancora consapevoli.
 
Emanuela.
 
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