ERASMUS e BREXIT – Rubrica “La Voce di Oltre il Dato”

Che cosa succederà al programma dell’Erasmus ora che il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea?

L’Erasmus nasce nel 1987 ed è un progetto dell’Unione Europea che permette agli studenti iscritti alle università europee di studiare in università di altri Paesi dell’UE o a essa associati per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi.

I primi dubbi circa la sorte di questo progetto sono sorti durante il voto dell’8 Gennaio che ha visto il parlamento londinese costretto a esprimersi sull’emendamento “New Clause 10”. L’emendamento è stato presentato dall’opposizione e chiedeva sostanzialmente di fare di tutto per continuare a tenere il Regno Unito nel programma che permette agli studenti di studiare al di fuori dal proprio paese.

Durante la votazione l’emendamento non è passato e pertanto il Regno Unito sembra che non farà più parte di quei paesi che hanno aderito al programma dell’Erasmus.

Ma nonostante l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, è stato garantito che il paese finirà il percorso già avviato per il 2020. Infatti lo stesso sottosegretario all’istruzione ha dichiarato che la questione Erasmus “farà parte dei nostri negoziati futuri con l’Unione europea. Diamo grande valore agli scambi internazionali tra studenti.”

Inoltre la Commissione europea ha proposto una serie di misure per evitare l’interruzione delle attività di mobilità degli studenti del programma Erasmus che coinvolgono il Regno Unito. In particolare una di queste manovre prevede che “le persone che si trovano all’estero per l’Erasmus, il giorno in cui il Regno Unito lascerà l’Unione europea non vedranno interrotto il loro periodo di mobilità”.

Questa misura da una parte rassicura tutti coloro che hanno già intrapreso questo percorso ma dall’altra non rassicura completamente in quanto c’è ancora incertezza su cosa succederà, dal momento che ad oggi non si hanno ancora notizie certe per il futuro.

 

In molti si stanno mobilitando, in prima linea gli studenti ma anche i parlamentari, in quanto entrambi concordano sul fatto che sarebbe una perdita gravissima per tutti coloro che desiderano fare delle esperienze formative.

 

Articolo a cura di Marta Cibrario

 

 

Photo by Jurica Koletić on Unsplash

Condividi su:
Potrebbero anche:
Vuoi essere
Iscrivendoti alla newsletter acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi della legge n. 196/2003. Per ulteriori informazioni Privacy Policy
NON seguire questo link o sarai bannato dal sito! Torna su

Sondaggio tempo 1 minuto

DICCI la tua,
partecipa al sondaggio!

Come sta andando la ripresa dopo il Lockdown?
Stiamo analizzando come procede la fase 2 per la riapertura delle attività…