La Digitalizzazione al lavoro – Emanuela Barreri

Affrontare la digitalizzazione sul lavoro e i cambiamenti che essa comporta può essere complesso e faticoso:  in questo articolo analizziamo questo passaggio e cerchiamo di individuare le resistenze, anche quelle inconsce.

Ne parlano tutti e sembra tutto molto semplice, la digitalizzazione del lavoro (ma anche nel privato) è il futuro, se non già il presente: dobbiamo adeguarci.

Se siamo abituati a fare le cose in un certo modo e funziona, perché dobbiamo cambiare?

 

La verità è che spesso, anche quando il nostro metodo non funziona, anche quando ci lamentiamo in continuazione che non funziona, facciamo comunque resistenza a cambiare il nostro modo di agire.

Sia a livello conscio che a livello inconscio.

Cambiare, che fatica: i limiti della forza dell’abitudine 

Siamo abituati a ordinare i documenti in un certo modo, a esaminare prospetti contabili con righe e colonne e anche colori sempre uguali, a “spuntare” documenti cartacei raccolti in cartelline sempre uguali… e così via.

Anche quando aggiorniamo al nuovo software sul cellulare, non troviamo più nulla ed entriamo nel panico perché ci vorrà tanto tempo per ritrovare quello che ci serve e le app non sono più dove erano prima.

Aiuto!

Perché uscire dalla comfort zone è difficile

Affrontare il continuo processo di adattamento richiesto dalle nuove tecnologie  costa fatica e fa anche un po’ di timore: questo perché nella nostra zona di comfort ci troviamo bene, non vogliamo cambiare le azioni che compiamo quotidianamente e che anche il nostro corpo, come la nostra mente, è abituato a fare.
 

Il cambiamento costa sempre tempo e fatica 

E non c’è solo la fatica del cambiare, c’è anche la perdita di tempo nell’imparare nuovi strumenti, che chissà mai se funzioneranno bene come quelli vecchi.

Affrontare il cambiamento per abbracciare la digitalizzazione sul lavoro significa anche accettare  la fatica di uscire dalla zona di comfort, fisica e mentale.

Affrontare la digitalizzazione sul lavoro è il nostro presente

 
La digitalizzazione ci chiede di passare da qualcosa di solido e concreto a qualcosa di etereo e invisibile, da qualcosa  che di solito tocchiamo a qualcosa che non tocchiamo più: praticamente è quasi un atto di fede!
Ricordo chiaramente quando ho iniziato a lavorare e mi hanno detto che infilando un foglio in una macchina lo stesso foglio sarebbe ricomparso in America, nello stesso momento. Praticamente una magia, e invece era il fax, ormai è già largamente superato da altre tecnologie.
 

Come affrontare il cambiamento e la digitalizzazione con serenità

Passare alla digitalizzazione al lavoro richiede disponibilità mentale, coraggio nel rischiare di sbagliare, tempo da dedicare per imparare i nuovi processi.

Si tratta comunque di un passaggio che non solo apporta vantaggi, ma è anche spesso inevitabile!

Passare al digitale: si comincia!

Quali accortezze possiamo prendere per ottimizzare il processo di digitalizzazione e tutti i cambiamenti che esso comporta, affrontandoli nel modo più efficace e “indolore” possibile? 
 
  1. Il primo passo è accettare il rischio di uscire dal conosciuto per avventurarsi in quello che non conosciamo, fidandoci.
    Guardiamo alla meta, al risultato finale!
  2. Il secondo passo è non aver paura di sbagliare, perché sicuramene sbaglieremo: stiamo andando in un luogo che non conosciamo, in cui ci sono altri che ne sanno più di noi.
    Dobbiamo correre il rischio!
  3. Il terzo passo è da mettere in conto che ci vorrà del tempo da dedicare alla digitalizzazione. Certo, viviamo nell’epoca del “tutto e subito” e non siamo disposti ad aspettare.
    Ma questa volta, è possibile che dovremo avere pazienza e forse, ci toccherà aspettare!

Il prezzo della digitalizzazione aziendale

 
Ultimo aspetto da non sottovalutare è il costo: digitalizzare costa.
 
Un motivo in più per chiedersi:
perché mai fare un qualcosa che è faticoso e per di più costa?
Per di più in un momento di crisi come questo?
 
Non mi dilungo sui vantaggi della digitalizzazione: sono davanti ai nostri occhi, anche se spesso non li vediamo perché le resistenze che costruiamo sono potenti!
 

Esiste il momento giusto per digitalizzare?

C’è un tempo e un momento in cui scatta qualcosa, in cui ci sentiamo pronti a farlo. Eppure, molti cambiamenti vengono realizzati perché imposti per legge. Altri, perché imposti dalla vita.
Pensiamo al Covid-19 e al passaggio “online” imposto da un giorno all’altro.

Se il cambiamento non ci viene imposto e lo decidiamo noi perché è “scattato qualcosa”, è necessario cambiare modo di pensare, accettare le novità e le innovazioni, poi agire.
 

Digitalizzare per vivere meglio

 
Digitalizzare non è sempre semplice e veloce, anzi: eppure dobbiamo tenere duro nel percorso, perché la voglia di lasciar perdere c’è, ma i vantaggi finali, se ben accolti, sono innegabili.
 
Ho aggiunto la frase “se ben accolti”, perché la digitalizzazione ci deve aiutare a vivere meglio, non a lavorare di più o peggio a essere controllati e usati dalle macchine, dalla tecnologia o da chi ci sta dietro.
 
Ma questo è un altro discorso, da approfondire!
 
Articolo a cura di Emanuela Barreri originariamente pubblicato su Ratio Quotidiano il 25 Gennaio 2020
 
Image by rawpixel.com
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